Una nube tossica composta di gocce di soda caustica si estende da Trento nord al centro storico

 

Alle 21.50 del 14 luglio 1978 un violento temporale si rovescia sulla città di Trento e l’acqua penetra nello stabilimento SLOI (Società Lavorazioni Organiche Inorganiche) di Via Maccani − fondato a Trento nel 1939 per la produzione di piombo tetraetile, utilizzato nella lavorazione della benzina come carburante.

 

Il sodio, contenuto in un barile mal sigillato, esplode a contatto con l’acqua e con una reazione a catena provoca un incendio che si espande per gran parte della fabbrica. Una nube tossica composta di gocce di soda caustica si estende da Trento nord al centro storico. Spegnere l’incendio è un’emergenza che esclude l’utilizzo dell’acqua, per evitare ulteriori reazioni chimiche, e su decisione dell’ingegnere Nicola Salvati il fuoco viene domato spargendo oltre 500 quintali di cemento in polvere.

 

Incendio SLOI

Stabilimento SLOI – © Archivio fotografico storico della Provincia autonoma di Trento

 

Quattro giorni dopo (18 luglio 1978) il Sindaco di Trento, Giorgio Tononi, ordina la chiusura della fabbrica e si avvia una causa che vede coinvolti la SLOI, il Comune di Trento ed il Governo. Le imputazioni riguardano gli infortuni e le malattie professionali che hanno colpito i dipendenti della SLOI tra il 1968 e il 1975. La condanna a due anni comminata alla proprietà dello stabilimento non sarà mai scontata.

 

Clicca qui per sfogliare gli articoli de “L’Adige” e dell’ “Alto Adige” sulla chiusura della SLOI dopo l’incendio del 14 luglio 1978

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«Evidentemente lo stabilimento SLOI era divenuto talmente pericoloso, che dopo quel famoso incendio in cui veramente la città di Trento fu posta nelle condizioni di essere completamente annientata, il Sindaco finalmente si rese conto della situazione e decretò la chiusura totale dello stabilimento.» [Angelo Parolari, dal video: Sloi. La fabbrica degli invisibili, Gruppo Culturale U.C.T. e Provincia Autonoma di Trento, 2009]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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