Il nuovo decennio non porta grandi cambiamenti nel modo di giocare e nei passatempi dei bambini: i giochi collettivi all’aria aperta sono ancora i prediletti. Si aggiungono molte più scampagnate in bicicletta, mezzo che diventa più abbordabile per le famiglie anche meno abbienti, ma che rimane un premio e un oggetto a cui dedicare particolare cura.

 

 

I genitori si sentono ancora sicuri a lasciare i propri figli fuori casa. Fissano un coprifuoco e li lasciano divertire spensierati nel loro tempo libero: dopo scuola, nelle sere d’estate oppure dopo aver dato una mano nei piccoli lavori domestici. In realtà, a costituire un nuovo tipo di pericolo, sono le automobili, sempre più usate e presenti nella vita cittadina, e costringono i ragazzini ad una maggiore attenzione durante i giochi nelle vie e nelle strade.

 

Accanto ai più tradizionali giochi fra amici, le guerre fra “bande rivali” all’interno di uno stesso rione, o fra quartieri limitrofi non sono rare: cerbottane e fionde sono le armi predilette e spesso qualche piccolo incidente capita. Non c’è vero risentimento: solo la voglia di primeggiare tra gruppi e sentirsi più forti e forse anche un po’ adulti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Agosto 1968. – Foto tratta da: “Il paesaggio dell’Alto Garda. Sguardi e riflessioni sul cambiamento”, 2012

 

 

 

 

 

 

 

 

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Giovani del Cadin e del Pegorar nei primi anni ’60. – Foto tratta da “Andalo e le sue genti”, 2009

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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