La questione sudtirolese: una contesa internazionale

 

«Cara Italia e cara Austria, mettervi d’accordo per tutelare la minoranza sudtirolese!»

 

Nel 1960 e nel 1961 l’Austria decide di portare la questione sudtirolese alla discussione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Le risoluzioni dell’ONU rigettano però nei fatti le richieste austriache, dando parzialmente ragione all’Italia: oltre a considerare definitivo il confine del Brennero, invitano Italia e Austria a riprendere le trattative e a considerare l’eventuale possibilità di un ricorso alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja.

 

 

questione sudtirolese

 

 

Per far scemare le tensioni maturate negli anni Cinquanta, viene costituita, a partire dal settembre del 1961, la Commissione dei 19, chiamata a lavorare sulla questione delle minoranze nella Regione Trentino-Alto Adige e a creare delle regole condivise per una buona convivenza.

 

Finalmente, a partire dalla tarda primavera del 1962, la Commissione dei 19 entra nel merito della questione istituzionale: dopo aver tenuto ferma per molti mesi la pregiudiziale di una loro Regione specifica, i Sudtirolesi superano infine questo approccio e accettano di lavorare su proposte che tengano in piedi l’impianto tripolare, modificando però radicalmente il quadro delle competenze, spostate a favore delle due Province: si apre così il primo spiraglio al compromesso fra Regione e Province autonome.

 

 

questione sudtirolese

La Commissione dei 19 per lo studio della nuova autonomia. Foto tratta da “Trentino da ricordare 1948 – 1978”

 

 

Il pronunciamento dell’ONU provoca una forte delusione in Austria e nel Sudtirolo, tale da scatenare un’ulteriore reazione negli ambienti più oltranzisti. Il terrorismo è la conseguenza della reazione di alcune frange estremiste di Sudtirolesi che rifiutavano di condividere la futura storia italiana, percependosi distanti culturalmente e tradizionalmente.

 

Dal 1964 al 1967 si infittiscono così sul territorio regionale gli attacchi terroristici, non più improvvisati e di matrice autoctona, ma fortemente strutturati. Sorge addirittura il sospetto che gli autori degli attentati siano sostenuti e protetti dall’Austria e ciò porta a compromettere ancora seriamente i rapporti fra le due nazioni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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