Con l’inizio degli anni ’70, sulla scia dei cambiamenti apportati dal ’68, Trento si confronta con un fenomeno che pian piano diventa sempre più rilevante, non solo nella provincia, ma in tutta la penisola italiana: il consumo e lo spaccio di droga.

Non sono più gli spinelli a preoccupare, bensì le droghe cosiddette pesanti: eroina, oppiacei e allucinogeni.

A Trento alcuni luoghi si fanno conoscere per lo spaccio: le appartate piazza Pasi e piazza Lodron, proprio accanto alla piazza principale, diventano meta di giovani che cercano la dose quotidiana.

 

Droga

Lo spaccio in Piazza Lodron. – Foto tratta da “Trento 1950-1980. Trent’anni di storia e cronaca”

 

 

Anche l’opinione pubblica inizia ad interessarsi al problema. Il 12 giugno 1975 la morte del quattordicenne Paolino Eccher, trovato esanime in un albergo a seguito di un’overdose, scuote tutti: è la prima vittima minorenne.

 

Nel 1974 apre il il CAD, Centro Anti Droga. La sua apertura in vicolo Santa Maria Maddalena testimonia la presa di coscienza da parte delle istituzioni nei confronti di questo fenomeno in continua espansione, anche se il centro ci mette qualche anno ad essere “istituzionalizzato”.

 

«Nell’ottobre del 1976 il Cad apre un ambulatorio medico, con la consulenza preziosa di Giorgio Ferlini, ma ancora non vi è nulla di ufficialmente istituzionalizzato: il Centro è in piena attività ben prima del varo della legge provinciale che doveva assumersi, giusta le direttive della Legge 685/75, il compito di intervenire con la normativa e i provvedimenti adeguati per fronteggiare il fenomeno. Nell’aprile 1977, finalmente, la Provincia autonoma riconosce il Cad come unico centro abilitato all’accoglienza e alla riabilitazione dei tossicodipendenti.

L’1 febbraio 1978, in una tenuta donata dai frati Cappuccini, non lontano da Trento, nasce la Comunità terapeutica di Camparta, una realtà che fatica a decollare anche a causa di alcuni contrasti sorti nel gruppo dirigente, ma che in breve diviene una realtà piuttosto efficiente, un punto di riferimento per numerose famiglie trentine.» [Novecento 1900-2000: il XX secolo in Trentino-Alto Adige: i volti, la vita, i fatti, la storia, a cura di D. Curti, R. Taiani, G. Tecilla] 

 

 

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Il problema non è solo Trentino ma di tutta l’Italia ed oltre confine. Non a caso negli anni ’80 iniziano a comparire libri e film che trattano l’argomento: un esempio è il famoso “Noi, i Ragazzi dello zoo di Berlino”, prima libro e poi film, che racconta le vicende, comuni a molte altre, di alcuni giovani tedeschi dipendenti dall’eroina.

 

 

Guarda anche il video di Rai Storia “La droga dietro l’angolo”, sull’intensificarsi delle dipendenze da stupefacenti negli anni ’70 in tutte le città Italiane

 

 

 

 

 

 

 

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Vittime della droga – Foto tratta da: “Trentino da ricordare 1948-1978”, 1978

 

 

 

 

 

 

 

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