Gli anni Settanta rappresentano un momento di cambiamento importante per i giovani. Nel 1975, la legge n. 39, anticipa la maggiore età: a diciotto anni un cittadino acquista pieni diritti e doveri.

I luoghi di ritrovo dei giovani rimangono più o meno gli stessi, anche se il cambiamento, in parte per la mutata sensibilità introdotta dal Sessantotto, è avviato.

Nelle grandi città italiane iniziano a diffondersi le discoteche, che registrano un vero e proprio boom nella seconda metà del decennio.

Il Trentino è in ritardo, ma i punti di ritrovo ci sono comunque: taverne ricavate da cantine, bar, piccoli club e associazioni; anche le case private si prestano ad essere luogo di ritrovo e divertimento, dove i salotti vengono adibiti a piste da ballo. Nella playlist ci sono musica disco e rock’n’roll; i lenti sono rari, ma restano comunque molto attesi perché sono occasioni di avvicinamento.

 

 

 

La musica continua la sua trasformazione: le canzoni rimangono un modo per esprimere il disagio giovanile, la voglia di evasione e di cambiamento. I generi musicali si differenziano, la musicalità si evolve, anche per le nuove tendenze che si diffondono nel panorama musicale, la discomusic si aggiunge al rock e al melodico italiano.

Il rock diventa progressivo e hard con i Genesis, i Deep Purple, i Black Sabbath, mentre i Beatles – icona degli anni Sessanta – concludono la loro avventura. In Trentino nascono gruppi che propongono questo genere musicale: tra i più conosciuti ci sono i “Pietra Filosofale” e i “Questa Vecchia Locomotiva”. I testi, solitamente molti impegnati, sono sia cover di gruppi famosi, sia testi originali e biografici.

 

 

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«Allora i testi si adeguavano alle problematiche sociali, erano come una forma di coscienza legata ai problemi di tutto il mondo a cui non si poteva rinunciare. Allora ogni cosa che facevi era nuova: suonare una canzone voleva dire comunicare, e se quelle note e parole facevano riflettere qualcuno, avevi ottenuto il successo che cercavi. Negli anni Settanta esistevano tre tipi di musica: quella colta, quella leggera e quella impegnata. Oggi vedo un appiattimento preoccupante.» [Guido Smaldelli, Pietra Filosofale]

 

 

 

 

 

«I nostri gruppi di riferimento di allora erano la Premiata Forneria Marconi e i Newtrolls, per quanto riguarda la musica italiana, i Vanilla Fudge, gli Iron Butterfly e gli Uriah Heep per quella straniera. Essere giovani musicisti allora voleva dire arrangiarsi per il meglio, saltare i pasti, dormire chissà dove. Ma la musica ci dava l’opportunità di conoscere nuove persone, di essere noi stessi, di sentire quella leggera pazzia di quella meravigliosa età.» [Dino Panato, Questa Vecchia Locomotiva]

 

 

 

 

 

 

 

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