Nelle case degli anni ’50 gli elettrodomestici sono rarissimi. In molte, soprattutto fuori dai grandi centri abitati, anche l’acqua corrente è considerata un lusso.

 

Allora come si faceva il bucato? Come si conservavano i cibi?

 

Il frigorifero ancora non è disponibile per la maggioranza dei trentini. I cibi freschi e deperibili, come la carne e i derivati del latte, si conservano sui davanzali delle finestre oppure, soprattutto in estate, nelle cantine che sono i luoghi più freschi e umidi. Generalmente però, i cibi comprati sono consumati immediatamente.

Il forno in cucina non funziona né a gas né ad elettricità, tanto meno i fornelli. Nelle cucine c’è solo il focolare o la stufa a legna, “la fornasela”.

Ovviamente, l’avvento della lavastoviglie… è ancora lontano!

 

Lavatrice o Fontana? Il bucato è rigorosamente fatto a mano: per chi ha l’acqua corrente in casa, si fa nelle vasche da bagno o in grandi tinozze; per chi vive nei paesi o fuori dai grandi centri si lava il bucato nelle grandi fontane oppure lungo i torrenti.

Fra le poche forme di detersivo c’è la “lisciva”, creata con la cenere bianca del camino.

 

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Il bucato a Molveno – Foto tratta da “Molveno. Passatopresente” 2013

 

Per far fronte al gravoso compito del bucato, già all’inizio degli anni Cinquanta iniziano a diffondersi le prime lavatrici semiautomatiche: ‘automatiche’ perché effettuano il lavaggio, ‘semi’ perché la centrifuga avviene manualmente attraverso una manovella. Ma sono ancora in pochissimi a potersele permettere e sono viste ancora con titubanza dalla gran parte delle casalinghe trentine (anche durante gli Anni ’60) che non pensano che una macchina possa far meglio del lavaggio a mano.

 

Una lavatrice semi-automatica

 

Per stirare si usa il ferro da stiro a carbonella; ovviamente non elettrico, ma che sfrutta il calore delle braci che dal camino vengono inserite al suo interno. C’è anche la versione più semplice ma non meno pericolosa: un ferro senza “caldaia” che viene arroventato direttamente sul camino.

 

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Il ferro da stiro a carbonella

 

Negli anni Cinquanta uno dei pochi strumenti moderni presenti in molte case è il telefono. Nel 1957 in Provincia di Trento si registrano 13.970 abbonati. Le famiglie che non possono permettersi una linea propria si affidano al duplex. Il “duplex” è un dispositivo che rende accessibile la stessa linea a due utenti/famiglie, consentendo di ammortizzare il costo dell’abbonamento. Costi in comune, ma anche linea in comune: quando un utente alza la cornetta l’altro viene automaticamente escluso e la linea resta occupata. È quindi fondamentale essere ed avere vicini rispettosi!

 

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Il telefono “duplex”

 

 

La televisione si diffonde soprattutto nel decennio successivo: negli anni ’50 i trentini seguono i primi programmi televisivi principalmente al bar o trovandosi in quelle poche e fortunate case che ne possedevano già una.

Tuttavia, uno strumento di svago presente già da qualche tempo nelle case trentine è la Radio.

 

 

 

 

 

 

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Foto tratta da: “Molveno Passatopresente” vol. 6

 

 

 

 

 

 

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Foto tratta da: “Trentino da ricordare”

 

 

 

 

 

 

 

 

Guarda il video su come funziona una lavatrice semi-automatica

 

 

 

 

 

 

 

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