Paolo Sorbi e la contestazione studentesca

 

I movimenti studenteschi del ’68 rivendicano un modo diverso di vivere ed organizzare la società; una protesta che arriva a coinvolgere anche la sfera della vita famigliare e personale. Cardine delle rivendicazioni è la contestazione e la ribellione contro ogni forma di autorità e tradizione consolidata, allo scopo di scardinare le rigidità di pensiero e costruire un mondo nuovo, più rispettoso della libertà personale e dell’autodeterminazione degli individui.

 

Una simile missione necessita di slogan provocatori, manifestazioni, una moda ribelle, comportamenti che rompono col passato e, spesso, anche gesti eclatanti: è il caso del cosiddetto controquaresimale del 26 marzo 1968, fatto che arriva a scuotere e scandalizzare una Trento conservatrice e chiusa, già da tempo profondamente turbata e diffidente verso il vento rivoluzionario portato dagli studenti della giovane facoltà di Sociologia.

 

Durante la predica del padre quaresimalista in Duomo, Paolo Sorbi, giovane studente e attivista di sociologia, si alza in piedi ed esprime il proprio dissenso nei confronti delle parole dell’oratore, accusandone il tono reazionario. Non riesce però a dire molto: la risposta della platea cattolica trentina è infatti immediata e Sorbi viene allontanato dalla chiesa.

 

Il controquaresimale del '68 nel Duomo di Trento

Quaresima 1968: Sorbi e i suoi compagni escono dalla Cattedrale dopo essersi dichiarati “non d’accordo” con la predica. – Foto di Giorgio Salomon, tratta da:  “Trento 1950-1980. Trent’anni di storia e cronaca”, F. De Battaglia, F. Filippini, A. Gorfer, L. Mattei.

 

L’episodio desta grande scalpore ed attira l’attenzione di tutta Trento e Sorbi ed i suoi compagni decidono di approfittarne ed insistere. Nei giorni successivi il gesto viene ripetuto ogni sera: gli studenti entrano i chiesa, si alzano in segno di protesta durante la predica ed escono sul sagrato, dove organizzano un controquaresimale di contestazione esterno. Sorbi e compagni danno lettura di brani di padre Balducci e don Milani, discutono con la gente che passa per strada, rispondono alle accuse ed alle domande provocatorie e ne pongono a loro volta. I controquaresimali diventano così un nuovo strumento di protesta e di contestazione eclatante dell’autorità.

 

«L’idea dei controquaresimali – spiega Sorbi – la presi da Rudi Dutschke, che era figlio di un pastore della Germania Orientale, e la notte di Natale del ’67 aveva interrotto la funzione nella cattedrale protestante di Berlino parlando del Vietnam.
Così il 26 marzo 1968 andai nel Duomo di Trento a interrompere un povero frate che teneva prediche prepasquali e attaccava (giustamente) l’Urss. Io saltai su a dire: “Non è vero! Non è vero niente!”. Non mi interessava certo difendere il comunismo sovietico, ma attaccare la comunicazione autoritaria.
Mi saltarono addosso tutti i fedeli che erano in chiesa e cacciarono me e i miei amici. Scappammo in facoltà, che era a cento metri. Ne nacque un finimondo: polizia, giornali, magistrati, alpini, tutti scatenati contro di noi. Il vaso traboccò perché quella goccia metteva in crisi un’identità, e i cattolici trentini non ci perdonarono.
Ci asserragliammo in università. Nella notte arrivarono i metalmeccanici, che ci adoravano, per difenderci. La schermaglia durò settimane: io passavo da un’assemblea all’altra per spiegare il senso dei controquaresimali, mentre i miei amici continuavano la protesta; al momento dell’omelia uscivano dal Duomo, leggevano sul sagrato passi del Vangelo, di padre Balducci, di don Milani, rientravano in chiesa dopo la predica e riprendevano il controquaresimale alla fine della funzione, provocando la reazione dei fedeli. Oggi me ne vergogno un po’, ma allora eravamo antiautoritari, e a Trento l’autoritarismo era la Chiesa cattolica[cit. in Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, 1968-1978. Storia di Lotta Continua, Mondadori, Milano 2015]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Credit materiale: Aldo Cazzullo, I ragazzi che volevano fare la rivoluzione, 1968-1978. Storia di Lotta Continua, Mondadori, Milano 2015F. De Battaglia, F. Filippini, A. Gorfer, L. Mattei, Trento 1950-1980. Trent’anni di storia e cronaca, TEMI Editrice, Trento 1979.

 

 

Facebooktwittergoogle_plusFacebooktwittergoogle_plus
error: Questo contenuto è protetto!